sabato , 25 maggio 2002
VARIE
 
Il grido muto di Ingrid dalla prigione dei sequestrati
"Liberate Ingrid, e' la voce della nostra coscienza"
Mo Ettore

BOGOTÀ - «Mi angoscia non sapere dove sia e come sia ridotta dopo due mesi dal rapimento. La notte non dormo. Ma tutto il giorno mi do da fare perché la voce di Ingrid continui a risuonare nelle ultime ore di campagna elettorale: una voce che è la coscienza stessa della Colombia». La sofferenza l' ha scritta negli occhi, la signora Yolanda Pulecio, madre di Ingrid Betancourt (nella foto), la quarantenne senatrice colombiana candidata alla presidenza sequestrata il 23 febbraio con l' amica e collega Clara Rojas dai guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia). Il sequestro ha indubbiamente contribuito ad ampliare la fama di questa affascinante «doctora» (laurea in Scienze politiche) sudamericana che, tornata in patria nel ' 90 dopo una dorata giovinezza a Parigi (il mondo dei diplomatici), si è rituffata nella politica ed aspirava ora al più alto incarico, agitando il «cartello dell' ossigeno»: l' obiettivo ultimo era di immettere aria nuova, pulita, nelle sfere del potere di uno dei Paesi più corrotti e più violenti del mondo. I sondaggi pre-elettorali non potevano certo alimentare nessuna illusione sul successo di Ingrid Betancourt nelle votazioni di domani, decretano invece la vittoria (si dà per s contato) di Alvaro Uribe sugli altri quattro candidati. Ma ciò che preme a Yolanda Pulecio, in questa giornata di vigilia, non è tanto il conteggio delle schede e delle preferenze, ma il fatto che la voce della figlia, fisicamente assente dalla chias sose liturgie elettorali, abbia vibrazioni ancora più intense: «Ingrid - mi dice - aveva un programma preciso, concreto, coerente. Rappresentava un cambiamento. Era una voce nuova, una corrente veramente democratica. Per me è incredibile; di più, inc omprensibile! Francamente non riesco a capire per quale ragione le Farc abbiano voluto toglierla di mezzo. E mi chiedo quali interlocutori possano avere ora, a Bogotà, mentre Ingrid è loro prigioniera». Una delle ragioni - sono molti a pensarlo - pot rebbe essere quella di essere usata come «moneta di scambio» per il rilascio di centinaia (... migliaia) di guerriglieri detenuti nelle prigioni governative. Sono più di tremila le persone sequestrate dalle Farc negli ultimi anni: e tra queste, oltre a Ingrid e Clara, cinque senatori e dodici deputati. «Certo, abbiamo pensato a questo - dice la signora Pulecio - ma una legge che consenta lo scambio dei prigionieri è impensabile nel nostro Paese. Ciò per cui mi sto battendo è di ottenere un "acco rdo umanitario", la definizione è mia. Non mi faccio troppe illusioni. Il presidente Pastrana non ha voluto far niente per Ingrid. È rimasto sordo alle nostre suppliche... Il suo mandato sta per scadere e quando mi sono presentata al ministro degli I nterni Estrada Velez per chiedergli di intervenire, mi sono sentita rispondere: ma signora mia, abbiamo già fatto le valigie, si rivolga a quelli che verranno... Ma lo sa che Pastrana da anni non ha mai ricevuto una sola volta le madri dei soldati e degli agenti di polizia sequestrati dai guerriglieri?». Il comportamento sleale del presidente è spiegabile. Pastrana aveva chiesto e ottenuto l' appoggio di Ingrid Betancourt per la campagna elettorale cinque anni fa: però la «pasionaria delle Ande» gli aveva fatto firmare, come garanzia, un programma con cui si impegnava ad attuare, in caso di vittoria, dieci riforme-chiave in cento giorni. Pastrana vinse e buttò nel cesso gli impegni. Ingrid partì lancia in resta e lo dileggiò pubblicamente c ome fece con decine di ministri e uomini politici corrotti. Ieri sera, nella sede del partito dell' Ossigeno, è stata celebrata una messa per ricordare la cattura di Ingrid e la morte, un mese dopo, di suo padre, Gabriel che - confida Yolanda Pulecio - «adorava». Dopo la guerra alla corruzione, l' altro obiettivo della Betancourt era «la guerra alla guerra». «Ingrid - dice la madre - ha sempre creduto alla possibilità di una soluzione pacifica del conflitto. E io sono sempre stata pienamente d' accordo con lei, su questo. Se i giovani continuano ad arruolarsi coi guerriglieri o coi paramilitari, lo fanno per avere qualche soldo in tasca, dato che non c' è lavoro. Ma la guerra è stupida. E per bloccarla, occorreva tener aperto il dialogo con le Farc. Per questo, il 14 febbraio scorso - cioè solo nove giorni prima della cattura - Igrid era andata a San Vicente del Caguan per un incontro tra i comandanti dei guerriglieri e i candidati presidenziali. Ed è andata giù dura contro le Farc e c ontro il suo capo, Manuel Maralunda Tirofijo, dicendo... ma voi ammazzate proprio quei poveri diavoli di contadini per cui avete iniziato la lotta quarant' anni fa... Subito dopo, però, Ingrid aveva sferrato un attacco altrettanto duro contro il gove rno corrotto di Bogotà, responsabile dell' insurrezione campesina in Colombia per la sempre rinviata riforma agraria». Il cellulare all' orecchio, la signora Yolanda risponde con cortesia e pazienza alle continue chiamate, scusandosi per l' interruzi one del colloquio: ha superato i sessantacinque, ma nel volto e negli occhi, vivacissimi, ci sono tutte le tracce di quella bellezza che l' aveva imposta al concorso di Miss Colombia. L' avvenenza non le aveva tuttavia impedito di seguire i suoi impu lsi per il lavoro sociale, dedicandosi, giovanissima, ai bambini abbandonati, missione che la vede ancor oggi impegnata come direttrice dell' Albergue Infantil de Bogotà. «Ero felice di occuparmi dei miei bambini e di fare la nonna - dice -, ma quant o è successo ad Ingrid mi ha ricacciato bruscamente nel mondo affannato della politica». La sola possibilità che Yolanda Pulecio ha di comunicare con Ingrid gliela offre una radio privata, Las voces del sequestro, cui fanno ricorso tutti i parenti de i tremila sequestrati in mano alle Farc: «Ma si tratta naturalmente di una comunicazione... indiretta - spiega la signora -, nel senso che io le mando dei messaggi che lei riceve ma a cui non può rispondere. L' ultima volta le ho detto che i suoi fig li - Melanie e Lorenzo -, che studiano in un collegio di Santo Domingo, la pensano sempre e fanno grandi progressi a scuola e dedicano a lei tutti i bei voti che prendono. Io le raccomando di essere forte: ma non ce n' è bisogno. Ingrid ha la testa d ura, come diceva suo padre. Non è una che si mette a piangere facilmente né che sa stare zitta». Con uguale energia e determinazione, la signora Pulecio sta «sfruttando» tutte le sue conoscenze nel mondo della politica e della cultura internazionali per ottenere la liberazione di Ingrid. La settimana scorsa è stata a Città di Messico e ha bussato alla porta di un vecchio amico, il Premio Nobel Gabriel Garcia Marquez: «Purtroppo - dice - sono rimasta delusa. Gabo non è stato in grado di aiutarmi. I suoi rapporti con le Farc, mi ha lasciato capire, non sono mai stati buoni. Allora l' ho pregato di mettersi in contatto col suo grande amico Fidel Castro. Mi ha risposto che sarebbe stato inutile, perché anche Castro era ai ferri corti con la gue rriglia colombiana». Una promessa d' aiuto e di interessamento, Yolanda Pulecio l' ha invece ricevuta dal presidente venezuelano Hugo Chavez, quando ha bussato alla sua porta, a Caracas: «È stato molto affabile, disponibile - dice ora la madre di Ing rid, mettendosi in posa per Luigi, con la scherzosa disinvoltura di una che è stata Miss Colombia -: ho avuto l' impressione che prendesse veramente a cuore la faccenda. Però è triste dover pensare che l' aiuto debba venire dal capo di Stato di un Pa ese straniero e non dal tuo».

Ettore Mo La prigioniera CHI E' Ingrid Betancourt, 40 anni (foto), è fondatrice del partito «Ossigeno» e paladina anticorruzione in Colombia. E' figlia di un ex ambasciatore all' Unicef e di una ex miss Colombia IN POLITICA Ha vissuto e studiato a Parigi. Dopo essere tornata in patria, nel ' 98 è stata eletta al Senato, e si è candidata alla presidenziali di domani. Il 23 febbraio è stata rapita dai ribelli delle Farc La guerriglia LA NASCITA Le Fuerzas Armadas Revo lucionarias de la Colombia (Farc), fondate nel 1964 da Manuel «Tirofijo» Marulanda (foto), sono la guerriglia più antica dell' America Latina I MEZZI Le Farc possono contare su 15 mila uomini, divisi su 70 fronti di guerra. Si finanziano con sequestr i e imponendo «tasse» ai produttori di coca. Gestiscono un territorio grande come la Svizzera


www.Betancourt.info