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grido muto di Ingrid dalla prigione dei sequestrati |
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"Liberate
Ingrid, e' la voce della nostra coscienza" |
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Mo
Ettore |
BOGOTÀ -
«Mi angoscia non sapere dove sia e come sia ridotta dopo due mesi
dal rapimento. La notte non dormo. Ma tutto il giorno mi do
da fare perché la voce di Ingrid continui a risuonare nelle ultime
ore di campagna elettorale: una voce che è la coscienza stessa
della Colombia». La sofferenza l' ha scritta negli occhi, la
signora Yolanda Pulecio, madre di Ingrid Betancourt (nella foto), la
quarantenne senatrice colombiana candidata alla presidenza
sequestrata il 23 febbraio con l' amica e collega Clara Rojas dai
guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della
Colombia). Il sequestro ha indubbiamente contribuito ad ampliare la
fama di questa affascinante «doctora» (laurea in Scienze
politiche) sudamericana che, tornata in patria nel ' 90 dopo una
dorata giovinezza a Parigi (il mondo dei diplomatici), si è
rituffata nella politica ed aspirava ora al più alto incarico,
agitando il «cartello dell' ossigeno»: l' obiettivo ultimo era di
immettere aria nuova, pulita, nelle sfere del potere di uno dei
Paesi più corrotti e più violenti del mondo. I sondaggi
pre-elettorali non potevano certo alimentare nessuna illusione sul
successo di Ingrid Betancourt nelle votazioni di domani, decretano
invece la vittoria (si dà per s contato) di Alvaro Uribe sugli
altri quattro candidati. Ma ciò che preme a Yolanda Pulecio, in
questa giornata di vigilia, non è tanto il conteggio delle schede e
delle preferenze, ma il fatto che la voce della figlia, fisicamente
assente dalla chias sose liturgie elettorali, abbia vibrazioni
ancora più intense: «Ingrid - mi dice - aveva un programma
preciso, concreto, coerente. Rappresentava un cambiamento. Era una
voce nuova, una corrente veramente democratica. Per me è
incredibile; di più, inc omprensibile! Francamente non riesco a
capire per quale ragione le Farc abbiano voluto toglierla di mezzo.
E mi chiedo quali interlocutori possano avere ora, a Bogotà, mentre
Ingrid è loro prigioniera». Una delle ragioni - sono molti a
pensarlo - pot rebbe essere quella di essere usata come «moneta di
scambio» per il rilascio di centinaia (... migliaia) di
guerriglieri detenuti nelle prigioni governative. Sono più di
tremila le persone sequestrate dalle Farc negli ultimi anni: e tra
queste, oltre a Ingrid e Clara, cinque senatori e dodici deputati.
«Certo, abbiamo pensato a questo - dice la signora Pulecio - ma una
legge che consenta lo scambio dei prigionieri è impensabile nel
nostro Paese. Ciò per cui mi sto battendo è di ottenere un
"acco rdo umanitario", la definizione è mia. Non mi
faccio troppe illusioni. Il presidente Pastrana non ha voluto far
niente per Ingrid. È rimasto sordo alle nostre suppliche... Il suo
mandato sta per scadere e quando mi sono presentata al ministro
degli I nterni Estrada Velez per chiedergli di intervenire, mi sono
sentita rispondere: ma signora mia, abbiamo già fatto le valigie,
si rivolga a quelli che verranno... Ma lo sa che Pastrana da anni
non ha mai ricevuto una sola volta le madri dei soldati e degli
agenti di polizia sequestrati dai guerriglieri?». Il comportamento
sleale del presidente è spiegabile. Pastrana aveva chiesto e
ottenuto l' appoggio di Ingrid Betancourt per la campagna elettorale
cinque anni fa: però la «pasionaria delle Ande» gli aveva fatto
firmare, come garanzia, un programma con cui si impegnava ad
attuare, in caso di vittoria, dieci riforme-chiave in cento giorni.
Pastrana vinse e buttò nel cesso gli impegni. Ingrid partì lancia
in resta e lo dileggiò pubblicamente c ome fece con decine di
ministri e uomini politici corrotti. Ieri sera, nella sede del
partito dell' Ossigeno, è stata celebrata una messa per ricordare
la cattura di Ingrid e la morte, un mese dopo, di suo padre, Gabriel
che - confida Yolanda Pulecio - «adorava». Dopo la guerra alla
corruzione, l' altro obiettivo della Betancourt era «la guerra alla
guerra». «Ingrid - dice la madre - ha sempre creduto alla
possibilità di una soluzione pacifica del conflitto. E io sono
sempre stata pienamente d' accordo con lei, su questo. Se i giovani
continuano ad arruolarsi coi guerriglieri o coi paramilitari, lo
fanno per avere qualche soldo in tasca, dato che non c' è lavoro.
Ma la guerra è stupida. E per bloccarla, occorreva tener aperto il
dialogo con le Farc. Per questo, il 14 febbraio scorso - cioè solo
nove giorni prima della cattura - Igrid era andata a San Vicente del
Caguan per un incontro tra i comandanti dei guerriglieri e i
candidati presidenziali. Ed è andata giù dura contro le Farc e c
ontro il suo capo, Manuel Maralunda Tirofijo, dicendo... ma voi
ammazzate proprio quei poveri diavoli di contadini per cui avete
iniziato la lotta quarant' anni fa... Subito dopo, però, Ingrid
aveva sferrato un attacco altrettanto duro contro il gove rno
corrotto di Bogotà, responsabile dell' insurrezione campesina in
Colombia per la sempre rinviata riforma agraria». Il cellulare all'
orecchio, la signora Yolanda risponde con cortesia e pazienza alle
continue chiamate, scusandosi per l' interruzi one del colloquio: ha
superato i sessantacinque, ma nel volto e negli occhi, vivacissimi,
ci sono tutte le tracce di quella bellezza che l' aveva imposta al
concorso di Miss Colombia. L' avvenenza non le aveva tuttavia
impedito di seguire i suoi impu lsi per il lavoro sociale,
dedicandosi, giovanissima, ai bambini abbandonati, missione che la
vede ancor oggi impegnata come direttrice dell' Albergue Infantil de
Bogotà. «Ero felice di occuparmi dei miei bambini e di fare la
nonna - dice -, ma quant o è successo ad Ingrid mi ha ricacciato
bruscamente nel mondo affannato della politica». La sola possibilità
che Yolanda Pulecio ha di comunicare con Ingrid gliela offre una
radio privata, Las voces del sequestro, cui fanno ricorso tutti i
parenti de i tremila sequestrati in mano alle Farc: «Ma si tratta
naturalmente di una comunicazione... indiretta - spiega la signora
-, nel senso che io le mando dei messaggi che lei riceve ma a cui
non può rispondere. L' ultima volta le ho detto che i suoi fig li -
Melanie e Lorenzo -, che studiano in un collegio di Santo Domingo,
la pensano sempre e fanno grandi progressi a scuola e dedicano a lei
tutti i bei voti che prendono. Io le raccomando di essere forte: ma
non ce n' è bisogno. Ingrid ha la testa d ura, come diceva suo
padre. Non è una che si mette a piangere facilmente né che sa
stare zitta». Con uguale energia e determinazione, la signora
Pulecio sta «sfruttando» tutte le sue conoscenze nel mondo della
politica e della cultura internazionali per ottenere la liberazione
di Ingrid. La settimana scorsa è stata a Città di Messico e ha
bussato alla porta di un vecchio amico, il Premio Nobel Gabriel
Garcia Marquez: «Purtroppo - dice - sono rimasta delusa. Gabo non
è stato in grado di aiutarmi. I suoi rapporti con le Farc, mi ha
lasciato capire, non sono mai stati buoni. Allora l' ho pregato di
mettersi in contatto col suo grande amico Fidel Castro. Mi ha
risposto che sarebbe stato inutile, perché anche Castro era ai
ferri corti con la gue rriglia colombiana». Una promessa d' aiuto e
di interessamento, Yolanda Pulecio l' ha invece ricevuta dal
presidente venezuelano Hugo Chavez, quando ha bussato alla sua
porta, a Caracas: «È stato molto affabile, disponibile - dice ora
la madre di Ing rid, mettendosi in posa per Luigi, con la scherzosa
disinvoltura di una che è stata Miss Colombia -: ho avuto l'
impressione che prendesse veramente a cuore la faccenda. Però è
triste dover pensare che l' aiuto debba venire dal capo di Stato di
un Pa ese straniero e non dal tuo».
Ettore
Mo La prigioniera CHI E' Ingrid Betancourt, 40 anni (foto), è
fondatrice del partito «Ossigeno» e paladina anticorruzione in
Colombia. E' figlia di un ex ambasciatore all' Unicef e di una ex
miss Colombia IN POLITICA Ha vissuto e studiato a Parigi. Dopo
essere tornata in patria, nel ' 98 è stata eletta al Senato, e si
è candidata alla presidenziali di domani. Il 23 febbraio è stata
rapita dai ribelli delle Farc La guerriglia LA NASCITA Le Fuerzas
Armadas Revo lucionarias de la Colombia (Farc), fondate nel 1964 da
Manuel «Tirofijo» Marulanda (foto), sono la guerriglia più antica
dell' America Latina I MEZZI Le Farc possono contare su 15 mila
uomini, divisi su 70 fronti di guerra. Si finanziano con sequestr i
e imponendo «tasse» ai produttori di coca. Gestiscono un
territorio grande come la Svizzera
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